COLTIVARE FRUTTA E VERDURA SULLA LUNA

Si può davvero coltivare frutta e verdura sulla Luna come sulla terra?

Coltivare la terra per la produzione intensiva di cibo ha permesso all’umanità di adottare cambiamenti importanti, ad esempio uno stile di vita stanziale (abbiamo abbandonato il nomadismo) contribuendo alla formazione di popolazioni che hanno segnato completamente la nostra storia.

coltivare la Luna

La stessa rivoluzione potrebbe avvenire in altri pianeti,ma anche sulla luna.
L’agricoltura spaziale sta muovendo i primi passi.
L’americana biologa molecolare Anna-Lisa Poul ha condotto una squadra che per la prima volta ha coltivato delle piante sul terreno lunare.

Paul assicura che la fattoria lunare darà presto i suoi frutti e verdure, assicura che avranno gli stessi sapori come quelli coltivati sulla terra.
Sarebbe bello vedere presto le fattorie lunari messe a produzione, ma tutto ciò necessita di notevoli risorse economiche impiegate per le spedizioni.

Difficile anche immaginare quando sarà possibile avviare queste coltivazioni nel futuro prossimo , probabilmente entro i prossimi anni 10.

Il Team dell’Università della Florida guidato da Anna-Lisa Poul e Rob Ferl sta coltivando con successo un Crescione in pochi grammi di suolo lunare prelevato durante le missioni Apollo.
Questo si suppone sia il primo passo dell’umanità per poter coltivare verdure fuori il pianeta Terra

Anna-Lisa Poul dichiara:

“Questi piccoli passi non sono essenziali soltanto per fornire cibo per le missioni spaziali future, ma le piante aiuteranno a depurare l’acqua e l’aria utilizzate nelle colonie spaziali.
Le piante contribuiscono alla stabilizzazione di un ecosistema completo, fornendo cibo, filtrando l’acqua e rigenerando l’aria.
Tutto ciò accade già sulla terra, ecco perché dobbiamo impegnarci anche con le generazioni future a preservare ciò che la natura ci ha donato”

Secondo Anna le piante portate nello spazio esterno devono avere molteplici utilizzi e sarà necessario bilanciare quanto materiale utilizzabile può essere ottenuto da loro valutando anche quanto ne viene scartato.

Le piante impiegate devono essere utili e robuste.
La NASA richiede colture vegetali per un supporto vitale avanzato, simili a Ravanelli, Rape e vari tipi di verdure a foglia che sono più facili da coltivare e producono minore quantità di rifiuti.

Piantati nel terreno lunare i semi di Crescione sono stati coltivati per 20 giorni, dopo di che sono stati prelevati dei campioni per analisi biochimiche, e poter capire come le piante reagiscono al suolo lunare a livello molecolare, apportare variazioni genetiche della pianta e variare le sostanze da integrare nel suolo lunare, così stabilire le migliori condizioni di sopravvivenza delle piant

Ricordo che nella metà degli anni ottanta quando ero piccino nelle riviste scientifiche potevo leggere che nel 2025 l’uomo avrebbe colonizzato Marte, ora più che mai vedo lontano questo orizzonte.

Siamo nel 2022 e provo rammarico in quanto la ricerca aerospaziale ha avuto la precedenza su studi per la conservazione del nostro ambiente naturale, tutto questo ha fatto sì che ora siamo così amalgamati al nostro inquinamento e assuefatti alla produzione di quest’ultimo da non renderci ancora conto di cosa stiamo facendo alla nostra Madre Terra.

Non ho altro da aggiungere se non chiudere l’argomento con il ripetere l’affermazione di Anna-Lisa Poul

“Questi piccoli passi non sono essenziali soltanto per fornire cibo per le missioni spaziali future, ma le piante aiuteranno a depurare l’acqua e l’aria utilizzate nelle colonie spaziali.
Le piante contribuiscono alla stabilizzazione di un ecosistema completo, fornendo cibo , filtrando l’acqua e rigenerando l’aria.
Tutto ciò accade già sulla terra, ecco perché dobbiamo impegnarci anche con le generazioni future a preservare ciò che la natura ci ha donato”

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